Archive for maggio 2009

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and now?

maggio 29, 2009

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Tre i i i

maggio 22, 2009

Immagine riflessa sine materia, solo pensiero.

Inconsistente.

 Inafferabile.

 Intangibile. 

Non è sempre dai margini netti e chiari. Basta un alito leggero di vento o un passo cadenzato di un passante a infrangere l’armonia delle parti, rendendo la figura ondulante, destabilizzata. Ecco. Questa è la mia anima.

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Giochi della mente

maggio 16, 2009

Quando qualcuno lancia uno spunto di riflessione sono entusiasta di coglierlo e approfondirlo per spiegare a me stessa atteggiamenti nati da istinti irrazionali che avranno una loro spiegazione profonda intelligibile. L’aggressività che traspare dietro un modo di vestire o di apparire nasce dall’incoscio o conscio desiderio di piacersi e di piacere. Se vogliamo andare ancora oltre credo che alla base ci sia un problema di non accettazione della propria persona che porta a chiedere implicitamente continue dimostrazioni al mondo. Dietro l’ apparire sicuro, egoista ed egocentrico si celano debolezze, insicurezze. Non si tratta di volere tenere in pugno il mondo, ma si tratta di un disagio concreto manifestato in questo modo. Scavando nell’anima della persona si mettono a nudo le crepe, si scopre una persona insicura che vacilla nell’oscurità e che si nasconde dentro ad una veste per la quale è giudicata ciò che non è. 

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Non accontentarti dell'orizzonte

maggio 15, 2009

 

 

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l’infinito

    

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Recitare:arte di vivere

maggio 14, 2009

 

"Considero il mondo per quello che é : un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte."

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centomila

maggio 1, 2009

 Molte volte, senza rendercene conto, diamo di noi un’immagine che si discosta dalla realtà, dal nostro modo di percepirci, dal nostro modo di essere apparendo ciò che in realtà non siamo o meglio non crediamo di essere. Tutto si basa sulla percezione. Noi pensiamo di avere dei pregi che per gli Altri potrebbero non essere tali e lo stesso vale per i difetti. L’idea di una persona che creiamo nella nostra mente è definita da varie circostanze, dai valori in cui crediamo, dal momento in cui viviamo, dai principi che perseguiamo, dai preconcetti che ci sono stati inculcati dal micromondo che frequentiamo. Tutto quindi è relativo. Il modo di apparire è vario e mai uniforme e costante. Il modo di essere, anche quello muta. Fattori modifanti sono le esperienze acquisite, le persone con cui ci relazioniamo, le situazioni che siamo tenuti ad affrontare.

"Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sí da dover restare fermi e da [b] poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. – Vedo, rispose. – Immagina di vedere uomini che portano lungo il muricciolo oggetti [c] di ogni sorta sporgenti dal margine, e statue e altre [515 a] figure di pietra e di legno, in qualunque modo lavorate; e, come è naturale, alcuni portatori parlano, altri tacciono. – Strana immagine è la tua, disse, e strani sono quei prigionieri. – Somigliano a noi, risposi; credi che tali persone possano vedere, anzitutto di sé e dei compagni, altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? – E come possono, replicò, se sono costretti a tenere immobile il [b] capo per tutta la vita? – E per gli oggetti trasportati non è lo stesso? – Sicuramente. – Se quei prigionieri potessero conversare tra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni? "