Archive for agosto 2008

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il cambiamento

agosto 24, 2008

Ti consideri fortunata vedendo la tua famiglia unita davanti ad ogni difficoltà, pronta a sostenerti quando cadi e ti fai male, a soccorrerti quando il resto del mondo ti guarda indifferente e continua a condurre la propria vita senza provare alcun sentimento nei tuoi confronti… nemmeno la pietà. Ti senti fortunata perchè sai che comunque vada c’è la tua famiglia che ti sorregge. Ti senti fortunata perchè pensi che tra i componenti della famiglia c’è un legame indissolubile che nemmeno la morte può scindere. Ti senti fortunata perchè senti,avverti il calore che emana questa unione. Ti senti fortunata perchè vivi in un ambiente puro,incontaminato e consideri tutto questo una fortuna.Ti senti fortunata perchè almeno in famiglia trovi la pace e la serenità che non riesci a trovare fuori,una volta varcata la soglia di casa.Ti senti fortunata perchè respiri aria di amore in famiglia e in un certo qual modo riesci a purificare l’aria"viziata"che sei costretta a respirare,pur di restare in vita,quando sei a contatto con il mondo esterno. Era una sensazione di benessere che provavo tutte le volte in cui mi sentivo sconfitta e delusa.

Poi…un fulmine a ciel sereno…

Tutto,improvvisamente,si è trasformato in voglia di evasione.

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Solo e pensoso

agosto 23, 2008

Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perché ne gliatti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch’Amore non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.

Petrarca

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agosto 14, 2008

 

 SCUSAMI

So bene che non possono essere accettate le mie scuse, ma ti prego non giudicarmi… non farlo… Dovevo dirtelo,non potevo tenerlo nascosto. Immagino cosa penserai… non sono state tutte "cazzate" come le hai definite tu. Almeno in questo devi credermi.

"Non credo che tu sia così diversa dal resto…. "

 

 

E una donna disse: Parlaci del Dolore.
   E lui disse:
   Il dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la vostra conoscenza.
   Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore.
   E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia per i prodigi quotidiani della vita, il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
   Accogliereste le stagioni del vostro cuore come avreste sempre accolto le stagioni che passano sui campi.
   E veglieresti sereni durante gli inverni del vostro dolore.
   Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
   E’ la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
   Quindi confidate in lui e bevete il suo rimedio in serenità e in silenzio.
   Poiché la sua mano, benché pesante e rude, è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,
   E la coppa che vi porge, nonostante bruci le vostre labbra, è stata fatta con la creta che il Vasaio ha bagnato di lacrime sacre.

"Gibran"

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Amore

agosto 14, 2008

Parlaci dell’Amore

Nel greco antico i termini utilizzati per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono maggiori e perciò più precisi, rispetto che in molte lingue moderne.

  • philia indica l’amore tra amici o l’interesse verso qualcosa
  • eros definisce l’amore sessuale
  • agape è amore incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: è la parola usata nei vangeli
  • storge è l’amore familiare

Anche nel greco antico non è comunque possibile tenere i vari sensi ben separati e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo agapao con lo stesso significato di phileo (come nell’antico testo greco della Bibbia).

L’ebraico contiene la parola ahava per "affetto" e "favore", ma la più importante è la parola khesed che combina i concetti di "affetto" e "compassione" e viene talvolta tradotta con "tenerezza".

Cupido o Amore:dio della mitologia romana

Figlio di Venere e Giove, corrisponde al dio Eros della mitologia greca.

Viene descritto come un fanciullo alato, furbo ma maldestro, che con i suoi dardi fa innamorare gli esseri mortali e immortali. È spesso un’icona del giorno di San Valentino

A volte viene raffigurato mentre gioca con le armi di Marte, volendo con ciò raffigurare che l’amore vince anche sulla forza. Ci sono diversi miti riguardo la sua discendenza. Cicerone ipotizzò tre differenti stirpi: figlio di Mercurio (Ermes) e Diana (Artemide), figlio di Mercurio e Venere (Afrodite), e figlio di Marte (Ares nella mitologia greca) e venere. Platone menziona due di essi, e la Teogonia di Esiodo, il più antico poema mitologico greco, narra che Cupido fu creato contemporaneamente al sesso.

Eros:dio della mitologia greca

Eros nella mitologia greca era il dio dell’amore.

Nelle origini non era considerato divinità, ma pura forza ed attrazione: per Omero infatti rappresentava quell’attrazione irresistibile che due persone sentono uno per l’altro e che può portarli a perdere la ragione o alla distruzione.

È per Esiodo che Eros diventa un dio, ma non ancora la classica rappresentazione del fanciullo paffuto, che vola scoccando frecce d’amore, ma una divinità primordiale, antica come Gea (la Terra) stessa. Non è il figlio di Afrodite, ma il suo compagno di ogni momento. L’Eros di Esiodo aveva una potenza enorme, poteva causare danni a cui nessuno poteva porre rimedio, né uomini né dei.

Da questa concezione, successivamente la figura del dio temibile si trasformò in una divinità dell’amore, ma ancora Euripide gli riconosceva un grande e pericoloso potere, da citarlo in un coro di Ifigenia in Aulide rievocando le sue frecce in senso figurato.

Il potere di Eros era illimitato, egli era l’elemento attivo dei tempi primordiali. Per questo motivo era adorato a Tespi sotto forma di una pietra grezza.

Vi sono diverse versioni della sua genealogia. A volte viene considerato figlio di Afrodite generato con Zeus o con Ares o con Ermes oppure da Ermes e Artemide. Una tarda leggenda di origine poetica lo definiva figlio di Iride l’arcobaleno e del vento dell’Ovest. Più spesso è detto figlio di Afrodite e Ares o divinità primordiale. Per personificare le diverse forme che può assumere, gli vengono attribuiti a volte dei fratelli, come Anteros, che personifica l’amore corrisposto. Un tardo racconto lo indica come lo sposo che Psiche non avrebbe mai dovuto vedere in volto.

In Platone e precisamente nel Simposio è descritto, per bocca di Socrate e secondo l’insegnamento di Diotima di Mantinea, come figlio di Penia (mancanza) e Poros (ingegno). Eros rappresenta così la ricerca di completezza che causa l’amore e le mille astuzie a cui sono pronti gli amanti per raggiungere i loro scopi amorosi. In chiave prettamente filosofica, la natura ingegnosa di Eros lo porta ad essere via verso la filosofia attraverso la mania erotica.

Amore platonico è il modo in cui comunemente si definisce una forma di amore sublimata, che esclude la dimensione sessuale e passionale.

Questa formula in realtà scaturisce da un contesto filosofico in cui l’amore, inteso come moto dell’animo e non come forma di relazione, viene interpretato come impulso al trascendimento della realtà sensibile, del mondo delle apparenze, capace di muovere la conoscenza verso l’assoluto, permettendo così all’uomo di ricongiungersi con il divino, attuando cioè un processo di indiamento, come illustrato ad es. nel pensiero di Giordano Bruno.

Questa locuzione prende il nome da una teoria di Platone: nel Σύμποσιον (Simposio) Socrate, ispirato da Diotima, parla di Eros (Ἔρος) come di un demone figlio di Pòros e Pènia. Pòros, la ricchezza, aveva fatto innamorare Pènia, ossia la povertà che genera bisogno. Approfittando di un momento di ubriachezza di Pòros, Pènia giace con lui e dalla loro unione nasce Eros, l’amore.

Questo mito mette in luce come Eros, la forza che fa andare avanti il mondo, abbia una natura contraddittoria, che partendo dall’amore delle forme, che porta alla procreazione e alla continuazione della razza umana, lo fa arrivare all’amore della conoscenza, ossia alla stessa filosofia.

Sembra che il termine amor platonicus sia stato coniato nel XV secolo da Marsilio Ficino come sinonimo di amor socraticus. Entrambe le espressioni indicano l’amore diretto alle qualità morali ed intellettuali di una persona piuttosto che a quelle fisiche. I termini si riferiscono al legame affettivo molto speciale che intercorre tra due uomini, maestro e allievo, che Platone aveva descritto nei suoi Dialoghi ed esemplificato dal rapporto tra Socrate e i suoi giovani studenti, in particolare Alcibiade.

L’amore romantico è una forma d’amore caratterizzata dal forte coinvolgimento emotivo del soggetto coinvolto e dalla presenza di quelle caratteristiche tipiche del romanticismo (struggimento, partecipazione emotiva, affetto, ecc.).

L’amore romantico generalmente implica un amore sia spirituale che fisico; in questo senso si oppone all’amore platonico. V’è però più enfasi sul lato emotivo che sul semplice desiderio sessuale, dal momento che l’intimità fisica ne risulta comunque coinvolta.

L’amore romantico è spesso visto come l’idealizzazione di un’altra persona e della relazione con essa instaurata. Molti filosofi occidentali hanno espresso teorie ed idee sull’amore.

Le caratteristiche dell’amore romantico proprie della cultura occidentale includono:

  • la mancanza o difficoltà di controllo delle emozioni
  • il costituire la base di una relazione idealmente eterna
  • l’arricchimento del
  • il dissidio interiore
  • il tendere all’amore, non il compimento d’amore
  • la sensazione di leggerezza dell’anima

Ágape significa amore fraterno, disinteressato

 

 

ideogramma cinese tradizionale/giapponese per amore (愛) consiste in un cuore (centrale) all'interno di "accetta," "tatto" o "percepire", ciò mostra un'emozione graziosa.

ideogramma cinese tradizionale/giapponese per amore (愛) consiste in un cuore (centrale) all’interno di "accetta," "tatto" o "percepire", ciò mostra un’emozione graziosa.

WIKIPEDIA
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e l’amore eterno?
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unfaithful

agosto 13, 2008

 

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caos nella mia mente

agosto 13, 2008

 

       …NESSUNA PAROLA….

Pensieri solo pensieri invadono la mia mente,ma non riesco a metterli in ordine…è tutto così confuso,non trovano un ordine,tutto rispecchia il Caos cosmico. Mille domande…mi sento davanti al tribunale dell’Inquisizione,ma gli Inquisitori sono incarnati da me stessa,dal mio alter Ego.E’ una lotta spietata all’ultimo sangue,Io terrorizzata con gli occhi spalancati e l’Alter-ego mi sta sfidando.Credo proprio che avrà la meglio,non so come potermi difendere…sono COLPEVOLE.Mi vergogno di dover negare l’evidenza,mi vergogno di quella che sono diventata,mi vergogno di dover mentire prima di tutto a me stessa…ma non ho chances.

 Vincere mentendo o perdere essendo veri e sinceri?

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?!?

agosto 12, 2008

Sono in preda al terrore…nella mia mente c’è tanta confusione,pensieri strani di eventi passati  emergono facendosi spazio tra quelli più recenti.stream of consciouness…